I Mosaici del Duomo di Monreale

Il sito costituisce la trattazione attualmente più estesa ed organica dell'opus sectile a motivi geometrici del Duomo di Monreale. La riproduzione digitale del repertorio delle sue opere fornirà una rappresentazione integrale del complesso pavimentale e parietale [zoccolo ad incrostazione marmorea] della Basilica, consentendo di riprodurne ogni parte alla scala di grandezza desiderata.

 ABSIDE-PANTOCRATORE

Monreale, Duomo. Conca absidale maggiore, Immagini del Cristo Pantocràtore e della Vergine Panàchrantos con attorno angeli e santi. Il repertorio figurativo, d'ispirazione vetero- e neotestamentaria, domina la parte alta delle strutture murarie. Gli studi che presentiamo in questo sito vertono sulle opere decorative, a motivi geometrici in opus sectile, dello zoccolo parietale e dei piani pavimentali. [Foto G. Oddo - Agosto 2011] 

I disegni di questa sezione del sito costituiscono una esemplificazione del tipo di elaborati inseriti nelle pagine che seguono. Essi riproducono digitalmente le opere esistenti, ma in modo convenzionale, ossia al netto delle imperfezioni, che i procedimenti manuali di esecuzione inevitabilmente comportano. I casi più frequenti di imprecisione esecutiva riguardano: difformità dimensionali e geometriche tra formelle tipologicamente uguali; incidenza e variabilità degli spazi interstiziali; irregolarità di allineamenti ed angolazioni, sia nella composizione dei filari musivi che nella disposizione delle stecche marmoree delle esecuzioni pavimentali; alterazioni del modulo musivo in corrispondenza delle piegature o curvature del tracciato [esecuzioni pavimentali]. Il primo fattore di convenzionalità di ogni riproduzione consiste, ovviamente, nell'essere il risultato di un'ipotesi interpretativa dell'impianto iconografico dell'opera, e nel quanto, tale ipotesi, si discosti dalla struttura compositiva originale. [Elaborazioni grafiche in PowerCADD]
 
31 agosto 2011: con i settori 23 24 25 26 dell'Abside di S. Paolo è completata la riproduzione di tutto il complesso pavimentale, ad esclusione della Campata di Luigi IX [Ala sinistra del Presbiterio], che avrà una trattazione a se stante. La visione di ciascuna riproduzione dei vari settori pavimentali è disponibile nel sito www.mosaicimonreale.com.
 
Monreale, Duomo. Settore pavimentale 14. La riproduzione di un impianto figurativo [componente marmorea dell'opera] inizia dallo studio del dispositivo modulare, prosegue con la definizione delle regole sintattiche di aggregazione dei moduli, e si conclude con la riproduzione digitale dell'estensione integrale della trama. La componente musiva non ha alcuna incidenza nel determinare l'impianto iconografico dell'opera: essa costituisce un tessuto connettivo di riempimento dei vuoti e un elemento di sfondo della trama, contrastandone la chiarezza perlacea. 
 
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A.SETT.14.BIS.F

Monreale
, Duomo. Presbiterio, Settore pavimentale 14, Totale (sopra) e Particolare (sotto). La riproduzione digitale del Settore ha impegnato un arco temporale di circa 3 mesi e mezzo, dal 7 marzo al 19 giugno 2011. Si tratta del secondo più grande tappeto pavimentale della Basilica, dopo quello maggiore della Campata di Luigi IX. Particolari dell'opera sono pubblicati nella sezione Presbiterio. Al centro del Settore, su una pedana lignea foderata di moquette rossa, è collocato il moderno e sobrio altare maggiore. 

SETT.16-MOSAICO.3.2

Monreale, Duomo. Piano del Presbiterio, Campata dei Guglielmi, Particolare del Settore 16, modulo 2. Il dispositivo iconografico del Settore è stato replicato nella cinquecentesca ricostruzione pavimentale dell'aula ecclesiale, eseguita in opus sectile di media grandezza.

 

SETTORE-37-SUB.5.MAIOR.1

Monreale, Duomo. Piano del Postpresbiterio, Campata di S. Pietro, Parziale del Settore 37, Modulo 5. Useremo i termini Campata di S. Pietro e Campata di S. Paolo per alludere, rispettivamente, agli spazi denominati, in nomenclatura storico-architettonica, Diaconico e Protesi.

SETT.22.MOD.5.MINOR
Monreale, Duomo. Postpresbiterio, Campata di S. Paolo, Parziale del Settore 22, Modulo 5. 

Avvertenze
  1. Il sito è concepito come uno spazio di raccolta e presentazione degli elaborati grafici relativi ai nostri studi sull’opus sectile del duomo di Monreale. Esso costituisce, pertanto, un complesso in permanente evoluzione ed arricchimento. Le Avvertenze della prima edizione, nella parte relativa alla dichiarazione di temporanea incompletezza dell’opera, per essere, la stessa, in fase di allestimento, sono dunque parzialmente superate dalla nuova concezione di work in progress. Pur confermandosi il dato, inconfutabile, dell’incompletezza, l’aspetto di progressiva e costante evoluzione è ora assunto a motivo caratterizzante dell’opera. Essa sarà, pertanto, periodicamente riveduta con l'aggiunta di altro materiale. 
  2. I disegni in digitale sono elaborati in PowerCADD. Nella quotatura può mancare l'indicazione del segno di radice quadrata per un'incompatibilità, non ancora risolta, tra il programma di scrittura del soft e quello d'inserimento e gestione del web.
  3. In tutte le sezioni del sito, a meno di diverso avviso, l'orientamento degli elaborati planimetrici è coassiale con quello della Basilica, e coincide con il senso di percorrenza di chi vi si muove andando dall'ingresso verso l'abside. Pertanto, conformemente all'orientamento di essa, l'est è in alto della pagina, l'ovest in basso, il nord a sinistra, il sud a destra.
  4. Il repertorio d'immagini è opera e proprietà dell'autore. Files o versioni a più elevata risoluzione possono essere richiesti direttamente allo stesso, che si riserva, comunque, ogni valutazione sull'opportunità di procedere all'inoltro del materiale richiesto.
MODULI-PRIMA-PAGINA
Monreale, Duomo. Le fasce verticali ed orizzontali dello zoccolo parietale. Nell'esecuzione del testo figurativo delle fasce musive, verticali e orizzontali, a parete, il procedimento più comune di redazione del testo consiste nell'uso di moduli semplici, ripetuti, identicamente, fino al completamento della striscia. Non è infrequente l'uso di moduli doppi, ossia formati dalla combinazione di due unità modulari iconograficamente diverse, che si susseguono con regolare alternanza, rendendo più varia la composizione del testo. La lesena 166.S della parete Sott'organo dell'Ala sinistra del Presbiterio è un esempio di composizione basata sull'alternanza di due moduli che differiscono, sia nell'inversione cromatica degli elementi del nucleo a stella a otto punte, sia nella morfologia delle frasi inserite nelle ascelle delle otto cuspidi.

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PORTALE-S.CASTR.FINALE
Monreale, Duomo. Sopra: Navata sinistra, Portale d'ingresso laterale, vista dall'interno. Sotto: Navata destra, Portale d'ingresso alla Cappella di S. Castrenze, vista dall'interno della Basilica. Le composizioni musive, in opus sectile a motivi geometrici, si frappongono ritmicamente alla lastratura marmorea della parete. Attorno ai portali, tali inserimenti si complicano e infittiscono, conferendo particolare fasto al brano di parete interessato.
[Avvertenza! Il riempimento musivo delle sagome dette "a bambola" o "a palmizio" del portale di S. Castrenze, dal punto di vista delle soluzioni micromodulari, riproduce, convenzionalmente, il brano corrispondente del portale d'ingresso, sul lato opposto della Basilica. I motivi geometrici, usati nella redazione dei vari inserti musivi a palmizio, di elevata consistenza numerica, si susseguono senza un preciso ordine di ricorrenza.]
 
Parlando di "mosaici di Monreale" il riferimento immediato e il tipo d'immagini che la memoria, di riflesso, evoca ed associa al termine, è al complesso, spettacolare e visivamente egemone, di opere pittoriche di carattere letteralmente figurativo [storie del Vecchio e Nuovo Testamento], che riveste la quasi totalità delle superfici murarie della Basilica. Il tema dei mosaici di Monreale, ossia la storia di redenzione dell'umanità, è di quelli su cui tanto si è scritto e si scrive, da parte di vari ed illustri studiosi, e sul quale, pertanto, esiste già una ricca e prestigiosa bibliografia, di cui sono capisaldi indiscussi le opere di Benedetto Gravina ed Ernst Kitzinger.
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Monreale, Duomo. Riproduzione digitale schematica della Navata maggiore. Veduta del lato nord col portale laterale d'ingresso. Sulle pareti della Navata maggiore si susseguono Episodi dell'Antico Testamento [nn. 15-20 36-41]; sulle pareti delle Navate minori, Episodi della Vita di Cristo con scene di guarigioni miracolose [nn. 2-7].
 
Tra le opere di rifinitura delle strutture murarie e pavimentali della Basilica, una categoria di manufatti è rimasta poco approfondita, se non, addirittura, ignorata. Ad essa gli studiosi hanno dedicato un'attenzione non più che fugace, probabilmente per la difficoltà di ritrovare, in un ambito di forme e composizioni puramente geometriche, modalità d'approccio, contenuti o aspetti suscettibili di una trattazione coinvolgente o suggestiva per sé e per il lettore. È il campo del mosaico decorativo in opus sectile a motivi geometrici. I nostri studi e le nostre ricerche vertono su questa categoria di opere ed hanno l'ambizione di colmare il vuoto d'attenzione che il campo in questione, senza nulla togliere al figurativo, merita di avere.
Scrive l'abate D. B. Gravina [Il duomo di Monreale, Palermo, 1859-1869, pag. 79]:
«Oltre al mosaico lavorato con pietre, e paste di vetro tagliate all’ingrosso, e fermate con calce sul muro, di cui i disegni esattissimi ne abbiamo riportati nelle tavole 10 A, e 10 B; altro genere ve ne ha, riportato parimenti da noi nelle tavole 11 A, ed 11 B. Tale genere, essendo destinato a formare dei disegni geometrici, composti da linee rette, e da triangoli e quadrati, e rombi ecc., i quali devono esattamente combaciare fra loro, non può essere trattato all’ingrosso, ma i pezzi hanno bisogno essere ridotti con la ruota alla esattezza degli angoli richiesti. È per questo che noi gli abbiamo detti mosaici ruotati. Grandissimo uso di tale specie di mosaico fecero i Bizantini, e tutte le chiese del medio evo ne sono soprabbondanti, e negli altari, e nei cibori, e nelle cattedre, e nei muretti liturgici, e negli amboni, ed in generale in tutti gli oggetti di marmo, che decorano la parte inferiore de’ tempî, e spesso ancora i luoghi annessi agli stessi, siccome i portici, le sagrestie, ed i chiostri. Il nostro tempio n’ebbe grandissima copia.»

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Palermo, Cappella Palatina. Composizioni basate sull'applicazione delle tipologie b ed m. Il numero dei motivi figurativi della Palatina, al confronto con quello del Duomo di Monreale, è estremamente limitato. Per differenziare l'indicazione delle tipologie figurative usate nell'uno o nell'altro ambito monumentale, si è convenuto di usare le lettere dell'alfabeto nel caso della Palatina, tenuto conto dell'esiguità numerica, e i numeri nel caso del Duomo di Monreale.
 
Il materiale che presentiamo, riprodotto in foto od elaborazioni digitali, costituisce l'estratto di un più vasto progetto editoriale, dedicato, integralmente, alle opere in opus sectile a motivi geometrici del Duomo di Monreale. L'esecuzione del progetto è giunta a conclusione nella versione online [si veda il sito www.mosaicimonreale.com], ma è ancora in fase di completamento per quanto riguarda la versione cartacea [si veda, per il già fatto, la Bibliografia dell'autore]. 
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Monreale, Duomo. Brani di fasce musive a parete [circuito murario esterno, lesene 101.S, 008.S, 095.S]. Per l'esatta ubicazione di una lesena lungo il circuito murario, esterno o interno, si veda la pianta generale delle lesene, nell'omonima sezione Lesene. L'indicazione letterale, D o S, aggiunta dopo il numero di identificazione della lesena, ne specifica il lato destro o sinistro di collocazione.  
 
Nella redazione degli inserti figurativi emergono due modalità di composizione del testo: una, ad aggregazioni esclusivamente longitudinali [caso del brano 008.S]; l'altra, ad aggregazioni sia longitudinali che trasversali [caso dei brani 101.S e 095.S]. Il primo procedimento, nel caso del brano citato, lesena 008.S, presenta la particolarità dell'inserimento di un modulo intermedio, o di transizione, col motivo della stella a otto punte aguzze. Un modulo di transizione, diradando la ricorrenza delle unità modulari primarie, rallenta il ritmo di enunciazione e di lettura del testo, e assume la funzione dialettica di contrappunto compositivo
Il numero di aggregazioni trasversali è in rapporto, ovviamente, sia alla grandezza dell'alveo, sia alle dimensioni dell'unità modulare. Tanto più elevata è la larghezza dell'alveo, tanto maggiore, a parità di modulo, è il numero di unità aggregabili in senso trasversale.

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Monreale, Lesena 095.S. Micromoduli in formulazione monocodice. Elaborazioni su schema a losanga. La sintassi di combinazione delle quattro unità differisce secondo il senso, se trasversale o longitudinale, di aggregazione delle stesse.
 
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Figura. Differenza del passo modulare: Δh=√2·s. [Aggiornamento 30 gennaio 2011]
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Nel campo della decorazione pittorica della Basilica, il tessellatum e il sectile sono le tecniche esclusive di esecuzione del programma di opere. Dall'osservazione delle rispettive zone di pertinenza [si veda, più sopra, lo schema di prospetto interno] si evince che la scelta ha seguito criteri che presuppongono - ad imitazione della più antica Cappella Palatina di Palermo e, probabilmente, della Martorana - la divisione dello spazio in due metà sovrapposte, quasi le due valve di un'ostrica, trattate, ciascuna, con propri repertori iconografici e secondo l'una o l'altra delle due tecniche:
- Opus tessellatum nella parte alta dei piani murari, sugli intradossi dei fornici e delle volte, con figurazioni di tipo narrativo e realistico [episodi e personaggi del Vecchio e Nuovo Testamento];
- Opus sectile nella parte bassa, con figurazioni a motivi rigorosamente geometrici. 

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A sinistra: Duomo di Monreale. Al centro: Cappella Palatina, Palermo. A destra: Chiesa della Martorana, Palermo. [Foto B. Hoffmann - Marzo 2009]

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Figura. A sinistra: "La tavola [_] rappresenta un bellissimo quadro con colonne sormontate da una cupola, ove vedesi S. Paolo battezzato da S. Anania per immersione in una vasca dentro il battistero, secondo l'antico sistema, fuori del tempio. S. Anania è in atto di battezzare S. Paolo, posandogli la destra sulla testa, mentre un raggio lanciato da Dio con la colomba, emblema dello Spirito Santo, colpisce S. Paolo nell'orecchio. Una figura in bianca tunica col cerio in mano assiste al battesimo." [Da La Cappella di S. Pietro nella Reggia di Palermo, 1987, Palermo, Parte II, pag. 9]. A destra: "La tavola [_] rappresenta S. Pietro in carcere, incatenato e custodito da armati dormenti; un angelo appare al Santo e nel campo dorato del quadro leggesi l'iscrizione: "praecipit Angelus Petro ut cito surgat et velociter carcere exeat"." [Da La Cappella di S. Pietro nella Reggia di Palermo, 1987, Palermo, Parte II, pag. 9]

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Figura. Palermo, Cappella Palatina. Particolari delle immagini di Sant'Egidio eSan Giovanni Crisostomo. Collocazione sui piedritti d'imposta delle arcate dell'aula ecclesiale. A sinistra: “La tavola [_] rappresenta S. Egidio alla grandezza più del naturale con le tassellature dei mosaici; dai tratti della fisionomia sembra un ritratto. A destra: “Nella tavola [_] vedesi S. Giovanni Crisostomo, riprodotto in grandezza maggiore della naturale, con la tassellatura delle pietre disposte in modo da seguire la forma di ogni muscolo, di ogni parte della testa e del panneggiamento.” [Da La Cappella di S. Pietro nella Reggia di Palermo, 1987, Palermo, Parte II, pag. 9]
 
Il confronto tra soggetti a motivi geometrici e soggetti a motivi strettamente figurativi consente di cogliere con immediatezza l'aspetto distintivo di una stesura in tessellatum e quello di una stesura in sectile: nel primo caso, l'uso esclusivo di tessere quadrangolari; nel secondo, la varietà di formelle geometriche regolari e dal taglio perfetto.
Riproduzione delle opere in disegno digitale
La particolarità dello studio [di cui presentiamo una campionatura di testi ed immagini] consiste nella riproduzione digitale di due categorie di opere: quella decorativa delle lesene parietali e quella dei tappeti pavimentali. Il ricorso all'uso di procedimenti digitali ha consentito di automatizzare operazioni ripetitive e dare rigore e precisione al disegno.
Tuttavia, a monte di una fase espletabile per automatismi, e dopo la fase preliminare di rilievo e catalogazione dei dati, esiste, soprattutto in relazione ai testi figurativi del tipo bicodice, una laboriosa fase di studio e interpretazione della struttura geometrica e dimensionale del modulo. Ad un esempio di tale fase di ricerca si riferiscono i grafici seguenti.
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Figura. Le formulazioni basate sull'impiego del doppio codice hanno un impianto compositivo che si modifica al variare della larghezza delle tracce. Nella sequenza in figura, lo scarto dimensionale dei valori attribuiti al parametro "s" è tale da evidenziare l'entità del problema. Tra le possibili configurazioni, ci sarà quella più vicina alle intenzioni figurative dell'autore e c'è quella col più alto grado di perfezione geometrica?

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Figura. Monreale, Duomo. Lesena 242/D. Il modello figurativo della lesena, per essere riprodotto con precisione digitale, ha bisogno del calcolo matematico almeno in due casi: una prima volta, per determinare le condizioni di perfetta inscrivibilità dell'esagono d'inviluppo [A-B-C-D-E] della stella a sei punte, collocata negli spazi ascellari del modulo [dal risultato dipende anche la determinazione della larghezza delle tracce]; una seconda volta, per determinare le condizioni di perfetta inscrivibilità del quadrato nei settori, a rombo dissimmetrico [F-G-H-I], costituenti la corona esterna della stella a sei punte. [Disegno G. Oddo - Elaborazione digitale] 
Se si osservano i brani di pavimentazione in apertura dell'articolo, non possiamo che ammettere la straordinaria qualità estetica [non si tratta di una qualità meramente grafica, in quanto l'estetica, in questo caso, coincide con la perfezione grafica dell'opera] del risultato. Se si riflette, poi, sull'opportunità di disporre, in qualsiasi momento, di un archivio dinamico in grado di riprodurre l'immagine del brano alla grandezza voluta [il secondo particolare più in basso ne è un esempio] e in versioni che, scomponendo o manipolando il testo figurativo, ne permettono di enucleare determinati aspetti d'interesse [esempi di scomposizionie cromatica], si vede come lo studio e il tipo di elaborazione possano avere un'utilizzazione che va al di là della semplice documentazione storico-artistica di un complesso di opere, potendo interessare strettamente il campo operativo del restauro. 
Un dispositivo che si compone di regolari e note figure geometriche si presta, come tale, ad essere graficamente riprodotto con mezzi tradizionali, tra i più semplici ed elementari, come la carta quadrettata usata nei rilievi di cui alla Sezione __. Se tale riproduzione è poi effettuata con gli strumenti molto più evoluti e raffinati di un programma di disegno digitale, il risultato è di tale precisione da suscitare quasi, in chi opera, la sensazione di avere restituito al brano la perfezione formale del suo primitivo stadio ideativo, quando l'opera è ancora esente dell'inevitabile degrado dell'approssimazione esecutiva e dell'usura del tempo. Tra l'opera reale e l'opera così riprodotta si viene pertanto a determinare la stessa distanza qualitativa che sussiste tra ciò che è, appunto, approssimativavemte determinato e ciò che non lo è.
Alternando l'osservazione dal manufatto storico al manufatto digitale, ci troviamo pertanto nella condizione di una permanente oscillazione tra due esperienze estetiche, quella fondata sulla percezione di ciò che è imperfetto e l'altra sulla percezione di ciò che è perfetto: l'una giova alla migliore comprensione dell'altra, la integra ed arricchisce. Nel primo caso, interferiscono considerazioni e sentimenti sull'ardua laboriosità del fare e sulla deperibilità dell'esistente. In quella che abbiamo definito estetica della perfezione, prevale, invece, la considerazione del senso d'incorrotta precisione ed integrità di ciò che è assolutamente svincolato dall'incidenza dei contingente.
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Figura. Monreale, Duomo. Lesena 038/S. In alto: la fascia figurativa a mosaico è generata dall'aggregazione di due unità modulari quadrate, A e B, che si susseguono alternandosi regolarmente. L'unità con la stella a otto punte è l'elemento percettivamente dominante della coppia. La numerazione delle formelle indica le posizioni e misura la consistenza. Il dato è utilizzabile per calcolare sia l'indice di frazionamento del modulo che la quadratura media delle sue formelle.
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Figura. La sovrapposizione degli schemi geometrici al dispositivo modulare rientra nelle modalità consuete di studio della tipologia. Una prima sovrapposizione evidenzia le proprietà geometriche elementari della figura di riferimento, in questo caso il quadrato. Di essa sono indicati: gli assi orizzontale e verticale, le diagonali, il fascio di rette radiali che dividono l'angolo giro in spicchi di 22,5°. Lo studio più avanzato della tipologia determina spesso il disegno di un tracciato geometrico così intricato, da richiedere, per la leggibilità dei grafici, il ricorso ad una pluralità di elaborati distinti.
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 Figura. Monreale, Duomo. Campata di S. Luigi [settore 7, Pianta dei tappeti pavimentali], sottosettore n.13, veduta da nord. Lo strumento informatico consente di ottenere una versione uniforme, perfetta e continua della stesura musiva posta a sfondo del motivo delle quattro lepri, evita la difficoltà di tagliare le formelle sagomandole al profilo delle stesse, mantiene gli allineamenti e le angolazioni, commisura alle dimensioni del campo operativo la grandezza delle formelle. [Disegno e foto G. Oddo - Elaborazione digitale]
 Nell'opera di riproduzione grafica, nonostante le potenzialità del supporto informatico [almeno, di quello in nostro uso], esistono circostanze in cui tali potenzialità si rivelano inefficaci e il risultato formalmente approssimativo: un fallimento, dunque, sotto il profilo dell'esigenza di mantenimento della precisione grafica e formale. Tale situazione ha una maggiore incidenza nelle opere pavimentali che non in quelle parietali, e ciò, per essere in relazione alla particolarità del decorso delle tracce [cosa sono le tracce?] pavimentali. Ci riferiamo alle situazioni di piegatura delle tracce e alla conseguente, eventuale, incompatibilità tra il modulo figurativo del testo musivo della traccia e la piegatura in quel punto e con quella angolazione. E' qualcosa che sfugge, generalmente, alla semplice osservazione visiva, anche perché, all'atto esecutivo, il mosaicista spende il suo talento a mascherare quelle distorsioni, opportunamente rimaneggiando l'impianto della soluzione figurativa modulare [gli stratagemmi del mosaicista].
Le astuzie [stratagemmi] del mosaicista
Un esempio di procedure compensative, consistenti in una contrazione del modulo tale da consentire di giungere alla piegatura della traccia nel modo che il mosaicista reputa soddisfacente, si osserva nel secondo modulo del settore pavimentale n. 3. Ci troviamo nello spazio dell'Antipresbiterio o Atrio del Coro.

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